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AutomazioneIntervento applicato

Segnali LinkedIn per il prospecting

Ho collegato le attività su LinkedIn a Clay, poi verificato chi rientrava nel target e chi andava escluso.

ClaySegnali di interesseQualità dei dati

SITUAZIONE INIZIALE

Parte delle attività non arrivava in Clay e gli eventi ripetuti complicavano la lista.

COSA È CAMBIATO

Ho corretto la consegna e controllato persone, aziende e duplicati.

COSA RICEVE IL TEAM

  • Segnali LinkedIn consegnati in Clay
  • Lista prospect verificata rispetto al target
  • Esclusioni e profili incerti separati

Il workflow

Una vista semplificata del lavoro, senza informazioni sui clienti.

AutomazioneSCEGLI UN PASSAGGIO

Il problema

Parte delle attività raccolte non arrivava in Clay. Post e profili ripetuti rendevano la lista più difficile da usare.

Il mio contributo

  • Individuato il punto in cui la consegna si interrompeva e corretto il collegamento.
  • Ricondotto le attività ripetute alla stessa persona.
  • Controllato ruoli e aziende, separando potenziali buyer, contatti di ricerca ed esclusioni.

Evidenze e perimetro

Ho confrontato i dati raccolti con l’export Clay e controllato i profili mantenuti rispetto alle regole di targeting.

Il risultato

Un flusso di ingresso in Clay funzionante e una lista prospect con esclusioni chiare.

Il team aveva una lista da esaminare, senza duplicati e con i profili incerti separati. La verifica delle email restava necessaria prima dell’outreach.

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